Il Delta del Po in barca: la foce di Pila, l'alba in laguna, la luna piena

Ci sono parti del Delta che dalla terraferma non si vedono e basta. Non sono nascoste: sono semplicemente irraggiungibili, perché fra la strada più vicina e loro ci sono chilometri di acqua bassa, canne e scanni di sabbia. Chi vuole vederle deve salire su una barca.
Nel catalogo del Consorzio Veneto Delta Po ci sono tre uscite che coprono tre momenti diversi della giornata, e sono tre modi diversi di guardare la stessa acqua.
Le bocche di Pila: dove il Po finisce
Il Po di Pila è il ramo principale del fiume, quello che porta a mare la parte più grossa della portata. Prima di arrivare all'Adriatico si divide ancora: Busa di Tramontana, Busa Dritta, Busa di Scirocco. È lì che il fiume smette di essere fiume.
Il punto interessante non è panoramico, è materiale. Il Po arriva carico di sedimento raccolto per centinaia di chilometri, rallenta quando incontra il mare e lo lascia cadere. Da quel deposito nascono gli scanni, le lingue di sabbia che chiudono le lagune e che ogni anno cambiano forma. Il Delta non è un paesaggio finito: è un cantiere che lavora da solo, e alla foce lo si vede in corso d'opera.
Sull'acqua bassa attorno alle bocche stazionano gabbiani, sterne, cormorani, e in questa stagione anche i migratori in transito verso sud.
Bocche del Po di Pila — la grande foce
La colazione all'alba
La seconda uscita parte prima che faccia giorno. Non è una scelta romantica: è l'ora in cui la laguna lavora. I pescatori sono già sui vivai da un pezzo, le file di pali delle cozze e delle ostriche emergono con la marea bassa, e l'acqua è ferma come non sarà per tutto il resto della giornata — il vento in genere si alza dopo.
È anche l'ora migliore per gli uccelli. Nella Sacca degli Scardovari e nelle sacche vicine, all'alba, si vedono aironi, garzette, cavalieri d'Italia, e nella stagione giusta i fenicotteri, che qui ormai svernano regolarmente.
La colazione si fa a bordo, con la barca ferma. È l'unico momento in cui si può stare in mezzo alla sacca senza fare niente.
Escursione in barca — Colazione all'alba in laguna
Avvolti dalla luna piena
La terza uscita è all'estremo opposto della giornata. Di notte la laguna perde i colori e tiene solo i profili: i pali dei vivai, la sagoma bassa dei capanni, la riga scura degli scanni. Con la luna piena l'acqua fa da specchio e la visibilità è sorprendentemente buona.
Cambia soprattutto il suono. Senza il rumore di fondo del giorno si sentono gli uccelli notturni, il motore lontano di una barca che rientra, l'acqua contro lo scafo. È l'uscita che consigliamo a chi il Delta l'ha già visto di giorno e pensa di averlo capito.
Essendo legata al calendario lunare, ha date fisse e poche repliche all'anno: va prenotata con anticipo.
Evento in barca — Avvolti dalla luna piena
Cosa mettere in borsa
In barca, nel Delta, si sta sempre più freschi che a terra. Anche a settembre, all'alba, servono una felpa e una giacca a vento leggera: il termine di paragone non è la temperatura del paese, è quella dell'acqua. Scarpe chiuse con suola che non scivola, cappello, occhiali da sole. Il binocolo, se ce l'avete, cambia completamente l'uscita.
Chi dorme in paese ha il vantaggio di non dover guidare all'alba per raggiungere l'imbarco. Le uscite di prima mattina partono presto, e la differenza fra alzarsi a Porto Tolle e alzarsi a un'ora di distanza si sente tutta.


