Scano Boa, l'ultima frontiera del Delta

C'è un punto, nel Delta del Po, dove la terra smette di essere terra. Si chiama Scano Boa: una lunga lingua di sabbia davanti alla foce del Po di Pila, raggiungibile solo in barca. Niente strade, niente auto, nessun rumore: solo dune, tamerici, canneti e il mare Adriatico che arriva dritto dall'orizzonte.
Nel dialetto del Delta, scanno è un banco di sabbia che il fiume costruisce alla foce depositando i sedimenti che porta con sé, spesso dopo una piena. È terra giovane, che cresce e si sposta di anno in anno. Per questo chi la conosce la chiama l'ultima frontiera del Delta.
Una storia di storioni, pescatori e scrittori
Per secoli, alla fine della primavera, gli storioni risalivano il Po per riprodursi. Erano pesci enormi, che potevano pesare centinaia di chili, preziosi per la carne e per il caviale. Una sola cattura poteva fare la stagione di una famiglia, e alle foci del fiume i pescatori si contendevano ogni metro d'acqua.
Dopo la guerra, i pescatori costruirono sullo scanno un cason dedicato proprio alla pesca degli storioni: pareti e tetto in canna palustre, camino in mattoni. Quando gli storioni scomparvero, si passò alle anguille, catturate con le reti fino ai primi anni Settanta. Poi molti di quegli uomini si dedicarono alla coltivazione delle cozze nella Sacca degli Scardovari.
Nel 1961 lo scrittore polesano Gian Antonio Cibotto diede a questo luogo un nome letterario con il romanzo Scano Boa, una storia aspra di pescatori di storioni sul fiume. Nello stesso anno Renato Dall'Ara ne trasse il film omonimo, noto anche come Violenza sul fiume, con Carla Gravina, José Suárez e Alain Cuny. Cibotto avvertiva i lettori che era inutile cercare sulla carta geografica i luoghi del libro. Eppure qui veniva davvero, quando voleva stare solo.
Il cason ha rischiato di sparire più volte: bruciato nel 1999 e poi ancora nel 2014, è stato ricostruito ogni volta com'era. Nel 2015 è stato riconosciuto sito storico e dal 2016 è gestito da un comitato di pescatori in pensione che ne custodisce la memoria e le tradizioni. Sono loro a tenerlo aperto, a curarlo, ad accogliere chi arriva dal fiume.

Il viaggio: da Pila fino allo scanno
Scano Boa si raggiunge solo dall'acqua, e il viaggio è già parte dell'esperienza. Si parte da Pila, il paese di pescatori più orientale del Delta: a bordo delle barche dei pescatori, dalle loro cavane, oppure sulle motonavi di Marino Cacciatori.

- La laguna della Batteria. Si naviga nelle acque intorno all'Isola della Batteria, dove le vecchie case dei contadini e dei pescatori, abbandonate per la subsidenza, emergono ancora dall'acqua con i tetti in vista.
- Il faro di Pila. Alto circa 45 metri, sorge su un isolotto a Punta Maistra ed è l'edificio in muratura più orientale del Delta. Il primo faro, costruito nel 1885, fu abbattuto dai tedeschi in ritirata; quello attuale venne ricostruito più verso il mare perché, nel frattempo, il fiume aveva spinto la terra in avanti.
- I paradelli. I paradei sono canali lunghi e stretti che collegano il Po alle lagune salmastre. Qui la barca rallenta, le canne si chiudono ai lati e compaiono aironi, garzette e cigni sui banchi di fango.

Poi le canne si aprono, appare la sabbia chiara e si scende a terra. Da qui un sentiero tra dune, tamerici e ginepri porta alla spiaggia sul mare aperto.

Una giornata al cason dei pescatori
Il cason è il cuore della giornata. I suoi custodi preparano i tavoli all'aperto, sotto gli ombrelloni, tra canne e tamerici: tavolate lunghe, tovaglie a fiori, un cartello «Riservato» piantato nell'erba. Si mangia quello che offrono la laguna e il mare, come le vongole veraci della Sacca degli Scardovari, si ascoltano i racconti di chi qui ha pescato davvero e il tempo rallenta.


Nel pomeriggio si cammina fino alla spiaggia: sabbia fine, tronchi portati dalle piene, nessun ombrellone. A volte qualcuno tira fuori una chitarra e il gruppo si mette in cerchio sulla sabbia, finché la luce diventa dorata. È il genere di giornata che non si trova in nessun catalogo.

Come organizzarla partendo dall'Albergo Italia
L'Albergo Italia di Porto Tolle è il punto di partenza ideale: Pila dista 15 minuti d'auto, e la sera si rientra per cenare al RistòItalia. L'albergo non vende l'escursione, ma su richiesta mette in contatto con i pescatori e con l'associazione che gestisce il cason, che organizzano direttamente la giornata.
- Gruppi da 10 a 15 persone: è il numero giusto per le barche e per la tavola al cason.
- Partenza da Pila, con le barche dei pescatori oppure con Marino Cacciatori.
- Percorso: laguna della Batteria, faro di Pila, paradelli, Scano Boa.
- Prenotare con anticipo: la giornata si organizza su richiesta e dipende dal meteo e dalle maree.
Scrivici o chiama il +39 0426 81006, anche su WhatsApp: ti daremo i contatti e ti aiuteremo a combinare l'escursione con il soggiorno.
Da Albarella, Rosolina Mare e i villaggi della costa
Se sei in vacanza all'Isola di Albarella, a Rosolina Mare o in uno dei villaggi e campeggi della costa del Delta, Scano Boa è la gita in giornata che ti porta nella natura vera, lontano dagli stabilimenti e dalla folla. Pila si raggiunge in auto in meno di un'ora: si lascia il mezzo al porto e si sale in barca.
L'ideale è dedicare una giornata intera: partenza al mattino da Pila, pranzo al cason con i pescatori, pomeriggio sulla spiaggia di Scano Boa e rientro al tramonto. Se vuoi fermarti, l'Albergo Italia a Porto Tolle è a 15 minuti d'auto da Pila e permette di dormire nel cuore del Delta, lontano dalla costa più affollata.
È un'esperienza adatta a chi ama il birdwatching, la fotografia naturalistica, le spiagge selvagge e le storie di pesca, ma anche a gruppi di amici o famiglie che vogliono scoprire il Delta dall'acqua.
Da sapere prima di partire
- Periodo migliore: da maggio a ottobre, con mare calmo. Settembre e ottobre regalano una luce splendida e pochissima gente.
- Cosa portare: scarpe comode per camminare sulla sabbia, cappello, crema solare e una giacca leggera per la barca.
- Rispetto del luogo: Scano Boa è dentro il Parco del Delta del Po. Non lasciare rifiuti, non raccogliere fiori o piante e mantieni la distanza dagli uccelli che nidificano sulla spiaggia.
Fonti
Il Gazzettino — Gli ultimi custodi di Scano Boa
Italia.it — Scano Boa, ultima frontiera del Delta
Wikipedia — Scano Boa, film del 1961
Delta del Po blog — Visita virtuale al faro di Pila
Marino Cacciatori — Isola di Scano Boa tra lagune e canneti
Domande frequenti
- Dove si trova Scano Boa?
- Alla foce del Po di Pila, nel comune di Porto Tolle (Rovigo), all'interno del Parco Regionale Veneto del Delta del Po. È la striscia di terra più esterna del Delta verso l'Adriatico.
- Come si arriva a Scano Boa?
- Solo in barca. Si parte da Pila con le barche dei pescatori oppure con le escursioni di Marino Cacciatori.
- Cos'è il Cason di Scanno Boa?
- È la casa in canna palustre costruita dai pescatori nel dopoguerra per la pesca degli storioni. Bruciata nel 1999 e nel 2014, è stata ricostruita e oggi è custodita da un comitato di pescatori.
- Si può pranzare al cason?
- Sì, su prenotazione e per gruppi da 10 a 15 persone. L'Albergo Italia di Porto Tolle fornisce i contatti per organizzare la giornata.
- Scano Boa è adatta a chi soggiorna ad Albarella o Rosolina Mare?
- Sì. Pila è raggiungibile in meno di un'ora d'auto e la giornata a Scano Boa è un'alternativa naturalistica alle spiagge attrezzate.
- Qual è il legame con Cibotto e il cinema?
- Gian Antonio Cibotto ambientò qui il romanzo Scano Boa (1961), da cui Renato Dall'Ara trasse nello stesso anno il film omonimo.


